mercoledì 22 febbraio 2012

L'ISOLA DEL VILLAGGIO

L'isola del villaggio è prevalentemente pianeggiante con prati ed un boschetto. Il villaggio di cittadini e borghesi è molto bello e caratteristico con case circolari dal colore bianco o verde dal tetto piano che ospita un orto pensile. La strada principale divide in due il villaggio e così pure i colori, da una parte il verde chiaro e dall'altra il bianco. I verdi sono la contrada dei Vitis Rupestris, mentre i bianchi la contrada dei Vitis Labrusca. Al termine del periodo della vendemmia (a cui molti cittadini partecipano anche nelle isole agricole), le due contrade si sfidano nella Festa della Vite. Vengono assegnati vari premi, al grappolo più grande, al vino novello più buono, e si svolgono gare a staffetta e di pigiatura del vino con i piedi. Alla festa della vite partecipa tutta Arco compreso le famiglie nobili ed è un ottimo momento anche per visitatori, viaggiatori e mercanti di giungere in città. In particolar modo durante la festa avviene l'asta del vino alla quale possono partecipare vari mercanti di Arco e non solo per acquistare il vino e rivenderlo nella altre città imperiali.
Di seguito descriverò alcuni luoghi caratteristici dell'isola del villaggio.
  • Boschetto dei brigantiIl nome è rimasto tale, ma con l'ascesa di briganti non ve ne sono più (e il boschetto è stato anche ridotto di dimensioni). Il boschetto è utilizzato per fare legna (a rotazione vengono tagliati degli alberi e piantati degli altri) e per la raccolta funghi. Per evitare abusi nei pressi abitano tre famiglie di boscaioli che hanno il compito di vigilare e prendersi cura del boschetto.
  • PratiIl villaggio è circondato da prati non pianeggianti (Arco era una città di collina) in cui pascolano greggi di pecore e mucche. Vi è parecchio posto anche per cavalcare, passatempo soprattutto per nobili. Dal latte di pecora e di mucca si ottengono dei buoni formaggi, prodotto esportato durante tutto l'anno e che genera parecchio profitto. Nonostante ciò non c'è una festa dedicata al formaggio e la comunità festeggia solo il vino.
  • Residenza Palantír
    Palantír è una della casate elfiche più antiche di Arco. Nella sua tenuta appena fuori dal villaggio vi sono molti cavalli liberi di cavalcare e pascolare nei prati. Sono tutti marchiati dal simbolo della famiglia, il pegaso. La famiglia era proprietaria di un pegaso nei primi anni di ascesa che in seguito è morto di vecchiaia. Non sono mai riusciti a trovargli una compagna, sarebbero disposti a pagare una cifra molto alta se qualche avventuriero portasse loro un pegaso ancora in vita e se invece di uno si trattasse di una coppia farebbero follie. Certo è che se sono sopravvissuti alcuni di questi animali devono trovarsi nelle terre degli elfi selvaggi.
  • Piazza della viteCollocata al centro del villaggio, la piazza della vite è molto ampia rapportata alle dimensioni del villaggio. Qui si svolge l'annuale Festa della Vite. Al suo centro è retto il capitello del raccolto.
  • Capitello del raccoltoE' un capitello della chiesa della Divina Verità collocato al centro della piazza della vite. Durante la festa della vite gli abitanti in processione percorrono la strada che che va dalla Chiesa della divina verità all'isola della rocca fino a giungere a questo capitello. Molti abitanti desiderosi di avere un figlio si soffermano davanti a questo capitello per invocare una particolare benedizione.
  • Corporazione degli allevatori
    Gli allevatori produttori di formaggio (in tutto 8 famiglie, 5 elfiche e 3 umane) sono riunite sotto a questa corporazione. La sede si affaccia sulla piazza della vite. Il suo palazzo ha il tetto a cono ed è senza orto pensile sopra al tetto. Elros Vardamir è il borghese rappresentante della corporazione (E Esp8 LN - D&D 3E).
  • Locanda degli onesti
    La locanda si affaccia direttamente sulla piazza della vite ed è una delle più care del villaggio. In particolare durante la festa annuale della vite, i suoi avventori hanno il posto riservato sulla terrazza per godere dello spettacolo. Gestore della locanda è il sig. Cipresso (borghese Half Esp6/Lad4 N - D&D 3E) un halfling molto simpatico con una moglie e 10 figli tutto occupati a lavorare nella locanda. Il sig. Cipresso è molto afferrato per gli affari e attende che il suo primogenito prenda in mano la locanda per dedicarsi ad altro.
  • Taverna dei sospiriLa taverna si affaccia sulla piazza della vite, è di proprietà di Cipresso (l'halfling descritto più sopra), ma gestita dal mezz'elfo Cesare Primo (1/2E Esp7 NM - D&D 3E). Cesare è un affiliato della gilda dei Pestrineri di Vertere e passa informazioni a Bartolomeo Roveggio, il mercante brevemente accennato nell'isola della rocca. A cesare interessa solo il denaro e come accumularlo ed è implicato in questioni di usura. Ha un forte carisma oltre forti capacità a dissimulare e questo lo aiuta molto negli affari. Nella sua taverna è possibile ogni sera sentire un bardo diverso suonare (non ne assolda uno per due sere di fila).
  • Locanda del villaggio
    Più economica della locanda degli onesti e collocata sulla strada vicino al ponte dell'alleanza, la locanda del villaggio è gestita da una coppia di borghesi anziani senza figli. Procopio e Appia (per tutti e due um Esp6 LN - D&D 3E) sono i nomi dei due anziani. Ultimamente sono visitati spesso da Cipresso che propone loro l'acquisto della locanda in cambio di una buona "pensione". Purtroppo per Cipresso, ai due anziani l'halfling sta sullo stomaco e non gli venderanno proprio nulla.
  • Daeron costruttore d'archi
    Daeron Culnámo
    è un famoso costruttore d'archi, (E Esp10/Rng4 LB - D&D 3E) conosciuto anche a Vertere. I suoi archi non solo sono di un'ottima qualità, ma sono esteticamente meravigliosi. Per i nobili o gli avventurieri più ricchi costruisce anche archi magici, oggetti unici. in passato prima dell'ascesa è stato un avventuriero di discrete capacità.
  • Le antiche spezie 
    Questa erboristeria gestita da una mezz'elfa Mauritia Plautia (1/2E Esp6/mag3 N - D&D 3E) è molto fornita con ogni serie di medicamenti e cure naturali contro ogni malanno. Mauritia coltiva personalmente le sue piante e quelle che non riesce a produrre, le compera da alcuni selezionati mercanti. Per alcuni clienti selezionati riesce anche a procurare filtri, elisir, sonniferi, evita di creare veleni anche se ne è in grado. Si dice che è in grado ad identificare i veleni solo dall'odore senza assaggiarli. Infatti quando vi sono cene importanti a palazzo la sua consulenza è richiesta come "annusatrice".
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