giovedì 10 maggio 2012

Alemora, PNG importanti della contrada dell'Aquila

Chiara Battista
La contrada dell’Aquila ospita il Molo commerciale, il Mercato Ittico, la potente Corporazione dei Banchieri e Palazzo Piccolomini dove vive Enea Silvio Piccolomini, consigliere di Alemora.
E’ la contrada più densamente popolata con servizi, taverne e locande per viaggiatori.
Nelle sue taverne i mercanti stipulano molti accordi commerciali, è nella contrada risiedono notai, avvocati e uffici vari per scrivere, proteggere e organizzare le pratiche.
A lato Chiara Battista, ex avventuriera proprietaria del Caffé nero seppia.
Vi lascio alla lettura dei personaggi principali di questa contrada.

Enea Silvio Piccolomini, consigliere di Alemora
Umano nobile 58 anni LN (Ari8/Gr3-D&D3E | Ari11-D&D4E)
Silvio è un uomo robusto, brizzolato, alto 1,78cm dalle mani callose abituate a maneggiare spade (+2 bonus a maneggiare la sua spada). Ha fatto l’Accademia ed è un militare prima che un uomo d’affari. E’ molto interessato all’arte della guerra e alle storie delle battaglie che avvengono a sud dell’impero e ama assistere a duelli tra maestri d’arme che spesso ospita a sue spese. Possiede una collezione di navi militari in bottiglia di cui va molto fiero che mostra puntualmente a visitatori e nuovi ospiti. Fare dono a Silvio di una piccola e costosa nave militare in bottiglia è un ottimo modo per iniziare un incontro d’affari. E’ vedovo ed ha due figli, uno maggiore di nome Giovanni e uno più giovane di nome Roberto.

Bartolomeo Visconti, capo della Corporazione dei Banchieri
Umano Borghese 60 anni CN (Esp4/Lad14-D&D3E | Lad10/Demagogo8 - D&D4E)
Alto poco più di 1 metro e 60 cm e grassottello, Bartolomeo è un borghese che ha ereditato da suo padre un grande impero finanziario e l’ha saputo gestire molto bene. Conscio della delicata posizione della corporazione, gestisce i rapporti con le famiglie nobili con molta diplomazia, anche se è fondamentalmente un egoista con al posto del cuore un sacchetto d'oro.
Bartolomeo si interessa di politica nella misura in cui serve al proprio lavoro per accrescere le sue ricchezze, ma non è attirato dalla lotta sociale di classe o dalle ali che i nobili portano in altre città. Lui è semplicemente conscio che i nobili hanno bisogno di lui e finché manterrà un profilo basso continuerà ad arricchirsi. Bartolomeo nel privato è molto arrogante ed antipatico, lo si potrebbe definire forte con i deboli e debole con i forti. Non è sposato ma le donne a pagamento non gli mancano, questo è uno dei suoi vizi seguito dal sigaro e dalla cura maniacale dei particolari.
Bartolomeo gestisce e finanzia una fitta rete di informatori cittadini per conoscere le mosse delle altre corporazioni e delle famiglie nobili in modo da essere sempre un passo avanti agli altri. E’ per questo che le spie scoperte all’interno della sua corporazione non vengono eliminate, ma piegate e costrette a fare il doppio gioco per lui. La Rete fa fatica a stabilirsi ad Alemora a causa i questa rete di informatori, anche se il Giullare sembra esserci riuscito (Vedi avventura la Porpora e l'oro). Le sue guardie del corpo sono persone fidate esperti nella spada e nelle arti arcane (9°-10° livello i più bravi), non visita mai un luogo senza dovuta scorta e senza che qualcuno non abbia prima eseguito un sopralluogo. Bartolomeo non è un uomo d'arme e al combattimento preferirà la fuga, però se necessario sa difendersi molto bene.

Attilio Di Grazia notaio
Umano 57 anni LN (Esp 14 - D&D3E e D&D4E)
Attilio Di Grazia è il notaio più famoso di Alemora. Nei suoi uffici si concludono atti notarili di ogni genere. Nonostante la fama è un uomo discreto, riservato, che evita le occasioni mondane per non farsi vedere troppo ne con un contraente ne con un altro. Questa sua discrezione è molto apprezzata da banchieri e mercanti (i suoi clienti abituali). Il suo vero punto di forza però è la sua memoria fotografica. Si ricorda e sa citare a memoria ogni legge, ogni contratto, ogni cosa da lui letta e questo è un considerevole risparmio di tempo per chi fa affari. Non è sposato e non sembra attirato dalle donne, veste sempre di grigio o nero, vestiti costosi ma poco appariscenti. Una delle poche passioni che Attilio sembra possedere è il gusto della buona cucina e del buon vino. Non è grasso, ma nella norma per un uomo della sua età. Ha un leggero strabismo nascosto dalla montatura degli occhiali, il naso appuntito, i capelli neri (i maligni dicono colorati di nero) un pò unti. Porta un cappello a cilindro con una penna rossa a lato. I suoi servigi sono molto costosi, partono da 500 monete doro.

Chiara Battista proprietaria del Caffè Nero Seppia
Umana 45 anni LN (Str6/esp4 - D&D3E)
Chiara Battista è uno di quei rari individui che nasce con capacità magiche ma che non vengono convogliate nello studio. Figlia di cittadini di Alemora, ha un passato da avventuriera grazie al quale ha accumulato una piccola fortuna. La sua compagnia è stata interamente sterminata nelle terre degli elfi selvaggi e da quel giorno di 12 anni fa decise di cambiare vita. Acquisto da Bartolomeo Visconti un locale ipotecato dal precedente proprietario, ne cambiò nome e clientela. Grazie agli oggetti magici accumulati, e per attirare nuovi clienti di un certo livello, ogni 4° giorno di ogni decade tiene una vendita all'asta di oggetti magici. Grazie a questa seconda attività (che forse gli frutta più del locale) ha conosciuto Pier Andrea Mattioli (capo delle Corporazione degli Osservatori). E’ risaputo in città che è innamorata di lui, ma non è ricambiata. Chiara è interessata ad oggetti magici non comuni, per le sue aste prende il 10% del valore di vendita dell'oggetto.

Amedeo Bonacossi proprietario della Locanda dei dottori
Umano 50 anni LM (Esp6 LM - D&D3E e D&D4E)
Amedeo è un membro della rete, abile informatore ed organizzatore. Sfrutta la sua attività per fornire informazioni alla rete e dalla rete trae informazioni per lucrare con la sua attività. All'interno della rete ricopre il ruolo di Burattino alle dirette dipendenze del Burattinaio di Alemora, ovvero il Giullare (vedi avventura La porpora e l'oro). Non è un avventuriero ne un gran combattente, è molto riservato, educato, senza scrupoli e con fiuto per gli affari. Conosce alcuni informatori della corporazione dei banchieri e se ne tiene alla larga salvo qualche volta collaborare per fini personali. Non fa il doppio gioco, loro non sanno della sua appartenenza alla retee lui non tradirebbe mai il suo burattinaio. In caso di pericolo si affida alle sue guardie del corpo e buttafuori.

Enrico lanzi proprietario della Cantina al Molo
Umano 34 anni CM (Lad4/Esp2 - D&D3E | Lad5 - D&D4E)
Enrico Lanzi è un poco di buono che ci ha provato. Lavorava per Stefano Miccia ex proprietario della cantina ed era l'amante di sua moglie Mara. Spinto da Mara, ha organizzato la rissa e l'accoltellamento di Stefano pagando delle Maschere (i ladri di Nimphea) che poi hanno cambiato città. La moglie divenuta unica proprietaria, ha sposato Enrico due anni dopo per non insospettire le autorità, di fatto però la cantina l'ha sempre gestita Enrico. Stefano Miccia non era un santo come non lo è Enrico e la sua attuale moglie Mara. Questo omicidio nato in un ambiente malsano e probabilmente non finirà qui. I rapporti tra Mara e Enrico non sono dei migliori e vanno sempre peggiorando.

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