lunedì 30 settembre 2013

Iadera, la sfida del Gaglioffo

La sfida del Gaglioffo è lo spettacolo più antico di Iadera. Le sue origini sono pre imperiali e la leggenda narra che sono da attribuire ad una scommessa fatta dal primo re Ottavio del Toro con un suo vassallo finito ingiustamente in carcere. Se Valerio di Amaranto avesse sconfitto un toro a mani nude sarebbe tornato libero e nominato Primo cavaliere. Valerio era un uomo alto, corpulento e molto forte, affrontò il toro con tutte le sue forze in un interminabile duello mozzafiato tanto che tutto il pubblico iniziò a tifare per lui. Il vassallo riuscì a far cadere la bestia due volte, afferrandola per le corna e portando la testa a terra, un'impresa eccezionale. Purtroppo però il toro ebbe la meglio e Valerio morì infilzato. Il suo coraggio, la sua forza e determinazione colpirono il re. In seguito si scoprì che Valerio di Amaranto era innocente e che morì in quel duello ingiustamente. Ottavio del Toro per espiare l'errore donò delle terre alla famiglia Amaranto ed istituì la sfida del Gaglioffo in ricordo del vassallo come la conosciamo oggi. La commemorazione della prima sfida avviene l'ottavo della sesta di Expectantes.
In questo articolo descriverò la sfida e le sue regole.



LE REGOLE DELLA SFIDA
Un criminale può aver condonata la pena e tornare libero cittadino se affronta un toro nella sfida del Gaglioffo. A Iadera come in altre città volanti, i criminali vengono impiegati nelle torri di sollevamento e sono destinati ad ammalarsi inesorabilmente di Argonite prima o poi. La sfida diventa a volte un modo di morire onorevolmente piuttosto che l'ultima speranza.
Quando un criminale esprime il desiderio di accettare la sfida, viene messo in lista di attesa, poiché le sfide vengono bilanciate e distribuite nell'arco delle decadi. Solitamente le sfide avvengono ogni due decadi se vi sono sfidanti.

  1. dieci giorni prima della sfida, lo sfidante viene sollevato dai lavori forzati e gli viene fornito una cella e dei pasti regolari. Lo sfidante diventa Gaglioffo.
  2. il Gaglioffo il giorno della sfida può confessarsi prima di scendere nell'arena di Iadera.
  3. il Gaglioffo deve indossare gli abiti della sfida, pantaloni neri, camicia bianca e fascia da cintura rossa.
  4. al Gaglioffo vengono dati degli antidolorifici se è suo desiderio assumerli (siccome annebbiano un pò i sensi, solitamente li assume chi non ritiene di aver speranza).
  5. il Gaglioffo sfiderà un toro se è la prima sfida, due tori se è recidivo e questa è la seconda sfida. Tre tori se fosse la terza sfida ma finora a nessuno è capitato.
  6. per vincere il Gaglioffo deve far toccare ad ambedue le corna del toro il terreno (un giudice di gara determinerà il successo). Nel caso vi siano più tori, quando questo succede, la sfida si interrompe per consentire di far uscire il toro eliminato. Durante la pausa il Gaglioffo può venir medicato. Poi la sfida riprende.
  7. se il Gaglioffo vince, viene medicato, gli vengono dati "20 nobili" per toro sconfitto e torna cittadino libero.

LA FESTA COMMEMORATIVA
La sfida è una spettacolo mortale in cui tradizione, onore, disperazione e speranza vengono orchestrati al meglio per intrattenere il pubblico. E' sia uno spettacolo barbaro che un'antica tradizione che rappresentano al meglio il modo di vivere e di pensare dei cittadini di Iadera.
Alla sfida commemorativa assiste sempre il Consigliere Reggente e il Consiglio Cittadino. Il Gaglioffo è sempre un criminale famoso o particolarmente forzuto che dovrebbe garantire uno spettacolo decente.
La festa commemorativa si tiene l'ottavo della sesta di Expectantes (il mese autunnale) ed è una grande festa cittadina che inizia per le strade al mattino e termina a notte fonda.
Lo spettacolo in Arena inizia nel pomeriggio e termina al crepuscolo.
Apre lo spettacolo una rappresentazione teatrale/circense sulla prima sfida tra Valerio di Amaranto e il toro.
Prosegue lo spettacolo con una rappresentazione teatrale dei crimini commessi dal Gaglioffo che sfiderà il toro.
Si aprono le scommesse all'interno dell'Arena gestite dalla famiglia nobile dei Ribaldi su concessione del Consiglio cittadino (le uniche permesse all'interno del''Arena) ma attorno all'arena vi sono alcuni allibratori abusivi.
Durante le scommesse nell'arena si eseguono spettacoli di tamburini e sbandieratori o altri artisti.
Infine viene presentato il Gaglioffo ed inizia la sfida con il Toro.
Un notaio garantisce che gli animali non subiscano potenziamenti magici o vengano drogati prima delle gare.
A conclusione se il Gaglioffo ha vinto, riceve l'oro e la libertà dal Consigliere Reggente in persona.
La festa poi prosegue lungo le vie della città.

LA SFIDA DURANTE L'ANNO
Se vi sono delle sfide durante l'anno vengono distribuite con il ritmo di 1 sfida ogni due decadi. Queste sfide non vedono la partecipazione del Consigliere Reggente e di tutto il Consiglio Cittadino, ma sono comunque frequentate da cittadini e nobili.
La sfida viene annunciata 5 giorni prima e viene creato il clima d'attesa con degli strilloni fuori dall'Arena che raccontano le gesta del criminale che diventerà Gaglioffo (se il gaglioffo non è un nome conosciuto in città o se si prevede che non abbia speranza di sopravvivere, possono esserci più sfide nello stesso giorno).
Rispetto alla sfida commemorativa, non avviene la rappresentazione teatrale della prima sfida tra Valerio di Amaranto e il toro e l'arena è meno addobbata a festa.

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