martedì 30 luglio 2013

Iadera, Quartiere Reale

Il Quartiere Reale di Iadera è costruito su di una piccola altura ed è interamente cinto dalle Mura Reali. Il quartiere comunica con i quartieri cittadini grazie a tre porte: la porta dei minatori, la porta degli orafi e la porta dell'arena.
Il Quartiere Reale ospita le residenze delle famiglie nobili più antiche, la sede del Vescovado, la Rocca Reale, le caserme delle guardie ed il Giardino dei cipressi e l'Orto Botanico.
Le famiglie nobili qui residenti si fregiano del titolo di Conti e i loro capifamiglia sono di diritto membri del Consiglio Cittadino.
L'attuale Consigliere Reggente è Giulio Conte di Calitrava (48 NE). E' stato da poco eletto e resterà in carica fino al 52 N.E.
Il Consiglio cittadino è attualmente diviso su di una questione: è stato proposto di far entrare nel consiglio le famiglie nobili residenti a Iadera non native della città. Alcune di queste si sono rivelate molto brave ad accumulare denaro e a gestire affari e rapporti con le altre famiglie. Di questo argomento narreremo in un futuro articolo.
Le famiglie nobili residenti in questo quartiere sono: i Conti di Amaranto, i Conti di Antica, i Conti di Biancofiore, i Conti di Calitrava, i Conti di Caneva, i Conti di Caposperanza, i Conti dalla Chiesa, i Conti di Codalunga, i Conti di Del Buono, i Conti di Della Rosa, i Conti di Orovalle, i Conti Del Toro, i Conti di Velloro.
Luoghi interessanti del quartiere reale:

Caserme della Guardia Reale
Le caserme della Guardia reale si trovano nei pressi della Porta degli Orafi. Sono uno stabile molto grande a due piani con uno spiazzo sul retro circondato da mura. Le guardie sono soldati d'elite selezionati con cura tra le truppe regolari di Iadera. Si occupano della protezione del quartiere reale e della Rocca Reale e vigilano sulle porte di acceso al quartiere. Anche se alcune guardie sono competenti nell'utilizzo di alcuni incantesimi, viaggiano sempre in ronde di 3 o 4 elementi di cui almeno 1 ha competenze magiche divine o arcane. I chierici che effettuano le ronde sono della chiesa della divina verità, mentre i maghi sono della corporazione cittadina. Il comandante della guardie reali è Antonio Saravalle (cittadino umano maschio adulto Cond14 biclasse mago D&D4e - Guer10/mag4 D&D3e LN), un bravo militare molto istruito (parla correttamente l'imperiale, l'elfico, surreno, gnomico, alari ) ma non particolarmente acuto. E' rispettato dai suoi soldati anche se alcuni gli rimproverano di eseguire gli ordini del consiglio cittadino senza porsi tante domande. Il comandante Saravalle ha imparato ad ubbidire ai suoi superiori senza incertezze e per questo è apprezzato da chi sta sopra di lui.

Corporazione arcana
Questa è una piccola corporazione di maghi agli ordini del consiglio cittadino. Il loro compito è militare. Il palazzo della corporazione è situato nei pressi della Rocca Reale. La biblioteca non è molto fornita, ma possiede lo stretto necessario per l'istruzione di nuovi cadetti. Il Mastro Incantatore è il nobile Pancrazio di Caneva (nobile umano maschio alato anziano Mag13 LB) che da ben 40 anni governa la corporazione. Pancrazio ha 82 anni e l'età inizia farsi sentire aggravata da una leggera forma di argonite. Non esce quasi mai ed insegna oramai pochissimo ai nuovi cadetti. I cadetti sono quasi tutti nobili e borghesi. Ricevono un'istruzione arcana fino al 3° livello con lo scopo di assistere le Guardie Reali. I più promettenti vengono destinati agli incrociatori ad argon e alle torri di sollevamento. Il suo vice è la nobile Giovanna di Calitrava (nobile umana femmina alata adulta Mag12 LN), una donna ambiziosa e che vorrebbe cambiare la struttura della corporazione ed ottenere di diritto un posto nel consiglio cittadino per il capo della corporazione. Rispetta il suo anziano maestro ma attende con impazienza il suo momento mentre gli anni intanto passano e Pancrazio non cede il posto. Il vecchio mago è consapevole di ciò e ritiene che l'impazienza dell'allieva può essere controproducente alla corporazione.

Giardino dei cipressi
Il giardino dei cipressi sorge nei pressi della Rocca Reale. Le due entrate sono sorvegliate e solo ai nobili è permesso passeggiarvi all'interno. I sentieri conducono a luoghi di gioco, ristoro, aiuole fiorite e ad una maestosa fontana detta dell'ascesa. Al centro della fontana sono poste 13 statue che sostengono la sagoma della città volante di Iadera. Le statue raffigurano i membri del consiglio cittadino del 4 NE che permisero l'ascesa della città in cielo. Il giardino è curato da un mastro giardiniere e vari schiavi a suo servizio. Enrico Tessari (cittadino mezz'elfo maschio anziano Esp7 LM) era uno schiavo graziato dal Reggente e ritornato cittadino per meriti professionali. Purtroppo nella sua lunga vita ha subito molte angherie e privazioni, nonché ha assistito alla morte di sua moglie a causa di un nobile della famiglia dei della Rosa. E' divenuto è un agente della rete con il ruolo di pupazzo.

Le porte cittadine
Il quartiere reale comunica con i tre quartieri popolari tramite tre porte aperte di giorno e chiuse di notte. La Porta degli orafi comunica con il quartiere degli orafi, la porta dei minatori comunica con il quartiere dei minatori, mentre la porta dell'arena comunica con il quartiere dell'arena. Ogni porta ha di guardia 7 militari della guardia reale, due chierici della divina verità ed un mago della corporazione arcana. Si svolgono turni di 8 ore duranti i quali oltre a presidiare l'ingresso vengono controllati i visitatori sconosciuti. Per accedere al quartiere reale serve un apposito pass rilasciato dal l'anagrafe o dall'ufficio immigrazione. I volti noti vengono fatti passare senza controlli. Di notte le porte vengono chiuse ma sovente molti nobili vanno a gozzovigliare nel quartiere dell'arena. La porta dell'arena di notte è caratterizzata da un continuo viavai.

Orto Botanico
L'orto botanico si trova presso il Vescovado e da sempre in città è stato utilissimo per la coltivazione delle erbe officinali. Con l'ascesa in cielo della città  l'orto è stato ampliato annettendo il vicino giardino del vescovado per consentire la coltura di piante che avrebbero potuto estinguersi con l'arrivo delle acque. E' gestito da 4 chierici della divina verità e da una decina di schiavi. Guido di Orovalle è il nobile chierico che si prende cura dell'orto (nobile umano maschio adulto Ch10 LB). Guido non è un combattente ma è un grande saggio e un buon confessore. Si disinteressa della politica e trascorre la sua vita tra le orazioni del tempio e la coltivazione dell'orto.

Molo militare
Il molo militare di Iadera si trova sotto alla città volante. Alla sua costruzione hanno contribuito alcuni ingegneri nani divenuti famosi per l'ascesa del massiccio di Thor'hur (nel 2NE). Non sono stati costruiti altri moli simili a questo sia per la difficoltà ingegneristiche che per i costi e la praticità.
Tutti gli edifici e i magazzini sono interrati e rimangono esposti solo i moli di attracco. Il molo è una vera e propria fortezza protetta dalle incursioni che provengono da sotto che da sopra la città. Il molo contiene anche lo stabilimento di Argon necessario a far volare sia gli incrociatori di Iadera che le torri di sollevamento cittadine. Il collegamento tra le torri e lo stabilimento è garantito da dei tunnel sotterranei. Presso il molo vi sono anche le prigioni, infatti i prigionieri sono condannati ai lavori forzati nello stabilimento e nelle torri di sollevamento. Osservando i corridoi e le stanze si nota chiaramente l'influenza della progettazione dei nani. Nonostante l'utilizzo di luci magiche perenni, l'ambiente per alcuni militari è sempre troppo buio e stretto. Nei primi anni di utilizzo si sono verificati degli episodi di suicidio o calo del rendimento dei soldati. Una apposita commissione d'inchiesta stabilì che i militari non potevano rimanere più di tre mesi continuativi di servizio al molo.

Rocca Reale
La rocca reale era la residenza del re prima che il regno di Iadera si unisse al grande impero. La rocca nel corso dei secoli ha subito vari lavori di ampliamento e manutenzione e solo nella Sala della storia si possono trovare alcuni busti in pietra degli antichi governanti della città e del suo regno. Qui è custodito il busto di Ottavio Del Toro, fondatore e primo re dell'antico regno. Ora la rocca reale è la sede del consiglio cittadino. Vi lavorano scribi, notai, contabili, militari e servitori. Vi dormono alla notte solo i servitori in quanto i nobili compreso il Consigliere Reggente risiedono presso le loro ville. Le stalle sono occupate solo in parte e molte sale sono vuote e adibite a magazzino. Nelle segrete della rocca si narra vi sia una favolosa stanza del tesoro con antichi cimeli e numerosi lingotti d'oro. Tuttavia il personale che lavora alla rocca non l'ha mai vista e neppure i nobili che fanno parte del consiglio. Il favoloso tesoro è conosciuto come l'Eredità di Ottavio del Toro. E' pensiero delle attuali famiglie nobili che se è esistito un tesoro è già stato trovato in una delle tante opere di ristrutturazione della rocca. Dalla rocca è possibile raggiungere il molo militare (posto sotto alla città) tramite un ascensore o una sere di lunghe scalinate. La rocca è tutta zona militare protetta dalle guardie reali.

Seminario
Il seminario è un grande palazzo con due chiostri interni ed uno spiazzo annesso che sorge nei pressi della porta dei minatori. Qui si iscrivono i figli dei nobili o dei borghesi che intraprendono la via ecclesiastica. Alcuni nobili iscrivono qui i loro bastardi riconosciuti garantendo loro una sistemazione adeguata. Questo seminario è tra i più antichi dell'impero anche se dopo un periodo di notorietà è divenuto solo un seminario di una lontana provincia. Il rettore è una donna nobile di nome Agnese di Biancofiore (nobile umana femmina mezz'età Ch16 LB) dal carattere forte e molto devota. Non ha mai impugnato un'arma in battaglia ma nonostante ciò grazie alla sua fede, alla sua caparbietà e alle sue capacità organizzative è arrivata molto in alto. Dai seminaristi è odiata ma molti suoi ex studenti importanti ritengono che sia stata la persona migliore incontrata negli anni dell'apprendimento. Agnese non è alata.

Tempio della divina verità
Il tempio si trova vicino al vescovado nei pressi della porta dei minatori ed è aperto solo per i nobili e i residenti nel quartiere reale. Vi celebra la messa il vescovo o il suo vice ed è aperto ogni giorno per chi desidera confessarsi. Molto ricercato è padre Guido di Orovalle (descritto nella sezione dell'orto botanico) per la sua saggezza e indirizzo spirituale. Da molti è considerato un autentico santo. Al tempio è possibile trovare durante il giorno Carlo Del Buono (nobile umano maschio adulto ch10 LN), vicario del vescovo e uomo molto formale e attaccato all'etichetta. E' sicuramente un grande studioso, ma la sua pedanteria lo rendono a volte sgradevole. Non è un combattente e non porta le ali.

Vescovado
La chiesa della divina verità ha presso questo grande edificio la sua sede. E' situato nei pressi della porta dei minatori assieme al seminario e all'orto botanico. Il vescovado è un antico palazzo caratterizzato da un grande porticato con issati i blasoni di alcuni antichi vescovi della città. Il vescovo si chiama Zaccaria Del Toro (nobile umano maschio anziano Ch16 LB) ed è uno dei pochi nobili qui a Iadera a non portare le ali. Come sapete la chiesa non è apertamente favorevole alle ali per i fedeli nobili e lascia libertà di scelta. Alcuni vescovi soprattutto a Nimphea abbracciano tale scelta, invece Zaccaria fa parte della fazione contraria. Tale suo pensiero è noto ma non è stato molto ascoltato in passato ed anzi la partita sembra perduta. L'aumento di fedeli tra i nobili della chiesa degli angeli e l'ingresso del vescovo della chiesa degli angeli nel consiglio cittadino ha fatto temere a Zaccaria di perdere i privilegi acquisiti dal suo culto nel corso dei secoli. Attualmente sono ancora i chierici della divina verità a fornire supporto e servizio sulle navi della marina militare e con la guardia reale, ma quanto durerà ancora?

Ville nobili
Sui nobili e i loro rapporti di potere sarà scritto un articolo apposito, in questa sezione descriverò brevemente alcune informazioni su di ogni villa del capofamiglia. Quando si tratta di una Villa non si intende l'abitazione di tutta una casata. All'interno del quartiere reale ogni famiglia nobile ha più abitazioni e proprietà per ospitare cugini, parenti e servitori.
  • Conti di Amaranto
    La villa si trova nei pressi della porta dell'arena. Il capofamiglia e consigliere cittadino si chiama Goffredo di Amaranto (nobile alato maschio mezz'età Ari10 LN). Ha 4 figli (2 maschi e 2 femmine già sposati). L'ultimogenito Stefano, il 5° figlio, è stato giustiziata dalla chiesa della divina verità in quanto vampiro.  Leggete questo articolo per maggiori informazioni. A causa di questo atto dovuto per legge, l'intera famiglia ha abbandonato la chiesa della divina verità ed è divenuta seguace della chiesa degli angeli. Il simbolo della casata è l'uva. In passato erano degli ottimi produttori di vino, produzione che continua anche se con minor successo, presso le isole agricole volanti.
  • Conti di Antica
    La villa si trova nei pressi della rocca reale. Il capofamiglia e consigliere cittadino si chiama Lorenzo di Antica (nobile alato maschio anziano Ari6 N) un viscido e lussurioso vecchio che dopo la prematura morte della moglie ha perduto se stesso con varie donnacce. Non ha figli legittimi ma solo bastardi cresciuti più o meno bene, alcuni dei quali imbucati in seminario. Non ha ancora nominato un successore ma è probabile che alla sua morte il capofamiglia diventi suo cugino Davide di Antica (nobile alato maschio adulto Ari8 N). La famiglia ha come simbolo il toro e lo scudo. Infatti la famiglia di Antica fu elevata a rango di nobile secoli or sono per la fedeltà dimostrata alla corona e alla famiglia Del Toro.
  • Conti di Biancofiore
    La villa si trova lungo la strada che conduce dalla porta dei minatori alla rocca reale. Il capofamiglia e consigliere cittadino si chiama Cecilia di Biancofiore (nobile alata femmina adulta Ari12 LN) una donna acuta e piena di sé. Ha preso il posto del padre Pietro poiché si è dimostrata più scaltra dei suoi 3 fratelli. E' sposata ed ha 3 figlie la prima delle quali in età da marito. Il simbolo della famiglia è un viso di mucca di profilo. I Biancofiore prima dell'ascesa possedevano molti bovini e producevano latte. I bovini rimanenti della famiglia sono nelle isole agricole.
  • Conti di Calitrava
    La villa si trova nei pressi della porta degli orafi. Il capofamiglia e consigliere cittadino si chiama Giulio di Calitrava  (nobile alato maschio adulto Ari13 NB) ed è l'attuale Reggente cittadino. Giulio è un politico abile che è riuscito a farsi apprezzare sia dalla fazione Del Toro che dalla fazione Della Rosa come scelta meno dolorosa. La famiglia Calitrava controlla un terzo delle botteghe orafe della città. Giulio ama sfoggiare nuovi anelli e non esita a sbarazzarsi di quelli che non gli piacciono più facendoli fondere. Giulio ha 6 figli 1 maschio e 5 femmine. Sua sorella è vice direttrice della corporazione arcana. Il simbolo della casata è l'usignolo.
  • Conti di Caneva
    La villa si trova nei pressi della porta dell'arena. Il capofamiglia e consigliere cittadino si chiama Francesco di Caneva (nobile alato maschio adulto Ari9 N). Passa molto tempo presso l'isola agricola di sua proprietà. Prima dell'ascesa i conti di Caneva possedevamo molti campi e fattorie. Con l'ascesa riuscirono a portare in cielo la maggior parte delle loro proprietà. Di fatto il 50% dei prodotti agricoli importati in città viene dall'isola agricola dei conti di Caneva. Francesco non è sposato ed è un donnaiolo. Ha preferenza per le elfe e chi conosce i suoi gusti fa in modo di accontentarlo. Non possiede mire o obiettivi particolari nella vita se non godere dei propri beni e spenderli per delle belle donne. Ha sentito molto parlare dell'elfa del mare di nome Notturna e vorrebbe incontrarla. Non è un'idiota, è molto istruito ma per ora ha dirottato le sue energie verso la parte bassa del corpo. Il simbolo della casata è una foglia di cipresso.
  • Conti di Caposperanza
    La villa si trova lungo la strada che conduce dalla rocca alla porta dell'arena. La capofamiglia e consigliere cittadino si chiama Agata di Caposperanza  (nobile alata femmina mezz'età Ari15 CB) una donna di esperienza in campo politico. Ha rivestito il ruolo di Consigliere Reggente per tre volte ed è stata la fautrice degli accordi tra Imperiali e Elfi del Mare. La contessa è conosciuta a Nimphea più di tutti gli altri consiglieri e da alcuni nobil uomini è chiamata semplicemente la Contessa Reggente con un velo di sottile ironia. Agata ha 5 figli maschi tutti sposati avuti con il defunto marito, morto prematuramente. Non ha avuto altri uomini ritenuti una seccatura. Non è schierata apertamente con nessuna famiglia nobile, ma sceglie di volta in volta con chi stare. Ama gli intrighi e i sotterfugi ed è abilissima a nascondere i suoi pensieri. Il simbolo della casata è un profilo di volto bendato.
  • Conti dalla Chiesa
    La villa si trova nei pressi della rocca subito dopo il Giardino dei cipressi. Il capofamiglia e consigliere cittadino si chiama Ottaviano dalla Chiesa (nobile alato maschio adulto Ari9 NM), un piccolo uomo che soffre un pò del complesso d'inferiorità rispetto alle altre famiglie nobili della città. Ama indossare vestiti sgargianti o all'ultimo moda (il suo sarto viene appositamente da Nimphea), ama sfoggiare l'ultimo ornamento acquistato nella capitale, piuttosto che vantarsi dell sue arti amatorie. Alcuni nobili vi convivono per necessità, altri sfruttano le sue vanterie a loro vantaggio, mentre altri lo evitano considerandolo un essere spregevole. Non è sposato, frequenta molte prostitute di classe con preferenza di semiumane di piccola taglia (gnome e halfling). Il simbolo della casata è uno scudo che protegge un pellegrino.
  • Conti di Codalunga
    La villa si trova tra la porta dell'arena e la porta dei minatori. Il capofamiglia e consigliere cittadino si chiama Augusto di Codalunga (nobile alato maschio adulto Ari8 LM). E' sposato con 2 figlie femmina. Sua moglie Agnese è a conoscenza che il marito la tradisce, ma subisce in silenzio per paura del marito e anche per non perdere il suo status. Augusto è un uomo di bell'aspetto, ma dallo sguardo inquietante. Ama infastidire la servitù quando è stressato o a provocare schiavi o cittadini quando va a spassarsela al quartiere dell'Arena. Per tale motivo ha una cattiva fama presso i cittadini di Iadera. Il simbolo della casata è il gatto.
  • Conti di Del Buono
    La villa si trova tra la porta dell'arena e la porta degli orafi. Il capofamiglia e consigliere cittadino si chiama Raffaele del Buono (nobile alato maschio adulto Ari8 LB), un paffuto uomo con la pelle pallida e le guance rosate. Possiede una flebile vocina dovuta ad un incidente durante l'infanzia che gli ha danneggiato le corde vocali. A causa di ciò per sentirlo parlare è necessario fare silenzio. Come conseguenza di ciò per lui parlare in pubblico è un problema e durante una discussione non riesce ad esprimersi pienamente. Per richiamare l'attenzione porta con se un campanello che agita all'impazzata, rendendo la sua persona ancora più imbarazzante. Se il suo carisma è molto basso non lo è la sua intelligenza. E' un matematico formidabile ed ama i giochi enigmistici. Raffaele è sposato con una nobile paffuta di nome Celestina e non hanno figli. Il simbolo della casata è una testa di ariete.
  • Conti di Della Rosa
    La villa si trova lungo la strada che conduce dalla porta degli orafi alla rocca reale. Il capofamiglia e consigliere cittadino si chiama Fabrizio delle Rosa (nobile alato maschio mezz'età Ari12 N) un astuto signore che padroneggia la suprema arte di far infuriare Leonardo del Toro, suo acerrimo rivale. E' riuscito in passato ad essere eletto una volta come consigliere Reggente. La sua famiglia possiede un terzo delle botteghe orafe della città. La politica di Fabrizio è rivolta ad ostacolare la famiglia del Toro con mezzi leciti ed illeciti senza arrivare ad estreme conseguenze. Ha 2 figlie sposate e 8 nipoti. Il simbolo della sua famiglia è la rosa.
  • Conti di Orovalle
    La villa si trova nei pressi della porta dei minatori. Il capofamiglia e consigliere cittadino si chiama Roberto di Orovalle (nobile alato maschio adulto Ari9 LN). La sua casata anticamente controllava la maggioranza delle miniere d'oro del regno. Delle famiglie nobili del quartiere reale è quella con meno ricchezze. Roberto è maggiormente impegnato a trovar marito per le sue 4 figlie femmina ancora nubili e giovanissime piuttosto che pensare alla politica per cui non prova una grande passione. Simbolo della famiglia è la pepita d'oro.
  • Conti Del Toro
    La villa si trova nei pressi della rocca reale. Il capofamiglia e consigliere cittadino si chiama Leonardo del Toro (nobile alato maschio mezz'età Ari14 LB) ed è il discendente del fondatore della città. Leonardo è un uomo passionale dal temperamento esplosivo con il collo largo e una voce tonante. A causa del suo temperamento è un uomo che divide invece che unire e se non fosse per l'appoggio e la mediazione in consiglio del vescovo Zaccaria del Toro (suo fratello) non riuscirebbe a far valere le sue ragioni. La famiglia del Toro è l'unica in questo momento a disporre di due consanguinei in consiglio, ma Leonardo non riesce a sfruttare l'occasione di diventare Reggente. Leonardo ha 3 figli maschi tutti sposati uno dei quali ha intrapreso la carriera militare ed è divenuto ammiraglio della flotta cittadina. Il suo nome è Gabriele del Toro. Simbolo della famiglia è il toro.
  • Conti di Velloro
    La villa si trova tra la porta dell'arena e la porta degli orafi. Il capofamiglia e consigliere cittadino si chiama Alessandro di Velloro (nobile alato maschio adulto Ari9 NM) un uomo albino, alto e filiforme con un naso pronunciato. Alessandro è un uomo schivo, poco propenso alle chiacchiere e ai rapporti umani. E' sposato ed ha due figli (Lauro e Maurizio) che non si vedono quasi mai in giro in quanto possiedono lo stesso carattere del padre. Possiedono una lunga collezioni di armi da taglio, da tiro e strumenti di tortura che passano ore a lisciare e a pulire in modo ossessivo. Alessandro e i suoi figli sono dei sadici che amano infliggere al prossimo dolore. Nessuno è a conoscenza tranne che i più stretti servitori che i Conti di Velloro comperano degli schiavi per provare le loro armi e soddisfare il loro sadismo. Alessandro è divenuto capofamiglia dopo che la sua famiglia fu al centro di un grosso scandalo. Alla morte del padre Ludovico, il titolo sarebbe dovuto andare allo zio Federico amante delle arte e dei viaggi. Ludovico morì per avvelenamento e vari indizi provarono che ad ucciderlo fu lo zio. Federico con le spalle al muro prima di essere processato prese con se dell'oro e lasciò Iadera facendo perdere le sue tracce. Simbolo della famiglia è un mantello.
Oltre alle famiglie nobili qui descritte, ve ne sono altri 11 che vivono nel quartiere degli orafi. Ai rapporti tra casate nobili dedicherò un articolo prossimamente.

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