sabato 20 aprile 2013

La Pirateria ai tempi dell'Impero

Per i Tre regni del sud la pirateria è una piaga da estirpare, per l'Impero di Hicaro è una fastidiosa puntura di zanzara, per gli elfi selvaggi è l'ovvia degenerazione della cultura umana mischiata con quella elfica, per gli elfi del mare è una cosa che non ha senso, per i giganti del fuoco è feccia, ma per molti disperati di Elden è l'unica vita possibile.
Con la caduta del vecchio impero e l'avvento di Hicaro i pirati si sono diffusi a macchia d'olio in tutti i territori di Elden, raccogliendo l'eredità di molte gilde di ladri e diffondendosi in ogni luogo in cui vi fossero dei sopravvissuti.
La storia della loro diffusione e degli attuali gruppi di potere è assai complessa, a complicare la loro genesi e attuale conformazione è la rapidità con cui sorgono e spariscono (in alcuni casi cambiano bandiera) ed un vero censimento è impossibile da fare (certamente un pirata non vorrebbe farsi schedare ne censire).
In questo articolo parleremo della pirateria e dei gruppi di pirati ai tempi dell'impero di Hicaro (42 N.E.).

UN PO' DI STORIA DAL CATACLISMA AD OGGI
Durante la Guerra degli eletti (citata nella pagina di storia) furono moltissimi i gruppi di potere che si scontrarono per guadagnare un posto nelle città volanti. Alcuni di questi scomparvero, altri vi riuscirono e a cibarsi delle loro briciole furono i pirati. I pirati (prendendo in esame il periodo storico dal cataclisma ad oggi) non sono un gruppo monolitico ed organizzato di criminali, ma un gruppo variegato di etnie, razze, interessi spesso in conflitto tra loro. Il vero motivo per cui la minaccia pirata non fu mai presa seriamente in considerazione è proprio la loro propensione a darsi battaglia per la supremazia di un mare o di un territorio. I primi anni del cataclisma furono i più floridi per la pirateria che si diffuse in tutto Elden. Man mano che le città costiere venivano invase dalle acque, le razzie aumentarono e moltissimi criminali si improvvisarono pirati per prendere parte alla spartizione della torta (o delle briciole per usare la metafora precedente). In alcuni casi i pirati divennero manovalanza per depredare gruppi di potere avversari, in altri carne da cannone per compiere degli attacchi e tutt'ora nel 42 N.E. alcune di quelle vecchie alleanza sono segretamente in vigore mentre in altri casi i pirati sono stati abbandonati al loro destino dopo aver fatto il lavoro sporco.
Man mano che il livello del mare saliva le razzie diminuirono, alcuni gruppi di pirati decisero di trovare un posto dove vivere (leggete la storia di Sottoimpero per esempio) altri invece finirono per darsi battaglia. Solo i più uniti ed organizzati sopravvissero a quella lotta "intestina" che tuttora continua ma in misura minore. Dal 22 N.E. circa, le navi imperiali ad argon iniziarono ad affondare tutte le navi sospette e per tale motivo la pirateria divenne una pratica assai rischiosa. Le ricche navi volanti imperiali erano irraggiungibili, le poche comunità di Elden erano costituite da poveracci e gli atti di pirateria iniziarono a diminuire.


RAZZE ED HABITAT
Se escludiamo gli altopiani occupati dai territori degli elfi selvaggi, l'arcipelago vulcanico dei Giganti del fuoco e le terre gelide dei Giganti del gelo, il pianeta Elden è disseminato di scogli e isole rocciose che spuntano da una distesa infinita di acqua. Le vecchie cime montuose dell'impero ora sono rifugio e ancora di salvezza degli ultimi sopravvissuti di Elden. Questi rifugi sono chiamati comunità libere, alcune contano alcuni centinaia di individui, altre poche decine. Non vi è una razza dominante, ma vige su tutti la legge del più forte e l'arte dell'arrangiarsi. Queste comunità sono il bacino naturale dove nascono, vivono e muoiono i pirati ai tempi dell'impero, gente bruciata dal sole, che si nutre prevalentemente di pesce e che vive pregando che arrivi presto il prossimo temporale per riempire le cisterne d'acqua. Molti degli abitanti delle comunità libere sono pirati, altri sono ex pirati, altri ancora lo diverranno. Le navi non abbondano più come ai tempi d'oro della pirateria e le terre da depredare scarseggiano se si escludono i Regni del sud.
I pirati sono prevalentemente umani, mezz'elfi, goblin, orchi e mezz'orchi ma tra di loro si nascondono numerosi tiefling (Non si conoscono Namor tra i pirati, per loro la pirateria è innaturale). Nel 42 N.E. le etnie sono collassate e le battaglie "fratricide" tra pirati hanno ribaltato completamente i vecchi assetti di forza. Le ciurme sono multirazziali ma sovente il ruolo di capitano è coperto da umani e mezz'elfi. Le comunità di pirati vivono un differente concetto di famiglia, mentre il padre è spesso sconosciuto e non esistono dei veri matrimoni, i legami di sangue certi sono molto forti a bilanciare la promiscuità di affetti.

GRUPPI E LUOGHI DI POTERE
Nei primi anni della nuova era (N.E.) prima che l'impero di Hicaro si "prendesse cura" dei pirati, le fazioni di pirati più potenti e letali erano i Biancospino e gli Impiccati. I Biancospino che contavano oltre 100 navi erano guidati da una bella e fatale donna di nome Leonia Biancospino mentre gli Impiccati che contavano circa 45 navi hanno avuto vari capi l'ultimo dei quali si faceva chiamare Hermes. In seguito al patto stipulato tra i capi di queste due fazioni di abbandonare la via del mare e trovare un luogo dove vivere (decisione lungimirante che ha preceduto di poco l'inizio della repressione imperiale), queste fazioni trovarono "casa" invadendo la comunità libera di Sottoimpero. Non tutti i capitani e i pirati accettarono il radicale cambiamento di vita e coloro che non aderirono fondarono altri gruppi unendosi alle fazioni menu influenti di Elden.
Tra queste nuove fazioni ad emergere fu la compagnia delle Spade Rosse che controlla tuttora il mare meridionale tra la zona governata dall'impero e i Tre Regni. Oggi nel 42 N.E. le Spade Rosse sono la fazione di pirati più potente di tutto il mare conosciuto e possiedono circa 45 navi di cui 3 volanti. Altri gruppi sono i Barracuda (13 navi), i Barbari del mare (13 navi), gli Squali Bianchi del Nord (9 navi) e gli Angeli neri (8 navi). Esistono inoltre numerosi altri piccoli gruppi e capitani indipendenti di cui non facciamo nome. Stanare questi gruppi di pirati non è per nulla facile, da quando le navi imperiali hanno dichiarato guerra alla pirateria, le fazioni di pirati hanno iniziato a mascherare la loro natura spacciandosi per piccole compagnie mercantili dal nome facile da cambiare e dimenticare. Anzi il trasporto di merci e schiavi tra le varie comunità libere è diventato un secondo lavoro per molti di loro e solo quando l'occasione è ghiotta mostrano la loro vera natura.

PERICOLI DEL MESTIERE
La maggioranza dei gruppi pirati non possiedono navi volanti e le poche disponibili sono vecchie navi a levitazione. L'incontro con una nave imperiale ad argon può essere fatale anche se si è in superiorità numerica. Le navi imperiali sono molto veloci e la fuga da loro è impossibile. Per sopravvivere l'unica possibilità è la dissimulazione. Le navi pirata che si spingono in "territorio imperiale" devono essere in grado di nascondere la loro natura, anche se alcuni gruppi di potere godono della protezione di alcune famiglie nobili. Le poche navi che solcano i mari sotto alle isole imperiali, sono munite di documenti di transito (falsi naturalmente) ed ogni sorta di bandiera o segnale visivo e luminoso per avvisare che la nave possiede il permesso di solcare quel mare.
Escluso il pericolo imperiale, il maggior nemico della navi pirata sono le navi della marina dei Tre Regni. Sfuggire ad una nave della marina non è impossibile e in caso di battaglia navale è meglio di assicurarsi di essere in superiorità numerica.
I pirati di Elden si tengono alla larga dai territori degli elfi selvaggi e dei giganti del fuoco, non è escluso invece che commercino schiavi con i giganti del gelo.
Anche l'incontro con navi pirata di fazioni differenti può essere fatale, come assalire delle navi mercantili che in realtà sono navi pirata. Per diminuire incidenti ed inconvenienti del mestiere i gruppi più organizzati possiedono informatori e spie nei porti e passano all'azione solo se in superiorità numerica.